Piazza economica Svizzera sotto pressione
Qual è l’andamento del medtech svizzero e quali sono le sue preoccupazioni? Ogni due anni Swiss Medtech fornisce risposte a questa domanda attraverso il proprio studio di settore. L’attuale decima edizione, elaborata in collaborazione con il gruppo Helbling, mostra che le aziende continuano a inanellare successi, ma che le condizioni del sito produttivo sono in peggioramento.
«La domanda non è se il medtech svizzero abbia un futuro. Perché lo ha. La domanda è: questo futuro sarà in Svizzera? Questa è la domanda politica centrale di questo studio», afferma Damian Müller, consigliere agli Stati e Presidente di Swiss Medtech.
Medtech – settore chiave dell’economia svizzera
L’industria svizzera della tecnologia medica è uno dei settori industriali più importanti del Paese. Le circa 1’400 aziende medtech impiegano quasi 72’000 persone. Con una crescita del fatturato del 5,5 percento negli ultimi due anni, il settore ha registrato una crescita doppia rispetto all’intera economia svizzera e contribuisce per circa il 10 percento alla creazione del valore industriale. Registra esportazioni per circa 12 miliardi di franchi e genera un surplus della bilancia commerciale di 5,5 miliardi di franchi, il terzo più grande della Svizzera. Oltre la metà delle esportazioni e delle importazioni riguarda l’Europa; gli Stati Uniti e gli altri Paesi del mondo rappresentano ciascuno circa un quarto. Inoltre, il settore investe circa il 12 percento del suo fatturato in ricerca e sviluppo, classificandosi tra i settori a più alta intensità di ricerca. Allo stesso tempo, il medtech contribuisce in modo significativo all’assistenza sanitaria. La sua quota nei costi sanitari complessivi è del 7,9 percento e la crescita dei costi a lungo termine è, con l’1,9 percento, nettamente inferiore a quella complessiva dei costi sanitari del 3,3 percento.
«Questi non sono solo bei numeri per una brochure di settore. Si tratta dell’economia e dell’innovazione svizzera di successo messe in pratica», afferma Damian Müller.
La Svizzera perde attrattiva come sito per le aziende medtech
I dati economici mostrano che il settore è ancora efficiente. Allo stesso tempo, aumentano i segnali che la piazza economica Svizzera si trova sotto pressione. Oltre la metà delle aziende di tecnologia medica valuta l’attrattiva attuale della Svizzera come piazza medtech inferiore rispetto a cinque anni fa.
Il calo dell’attrattiva si manifesta in modo particolarmente significativo nell’occupazione e negli investimenti. Le intenzioni di assunzione delle aziende sono diminuite e la crescita dell’occupazione si è praticamente arrestata. Di recente sono stati creati solo circa 200 nuovi posti di lavoro netti, vale a dire molti di meno rispetto alla media decennale di circa 1’500 posti.
Allo stesso tempo, il 43 percento delle aziende non prevede investimenti; un numero mai visto dall’inizio del sondaggio. La contrazione riguarda soprattutto gli investimenti nella produzione, nonché nella ricerca e sviluppo. Anche i motivi per investire in Svizzera stanno cambiando: il classico know-how della tecnologia medica, in cui la Svizzera si distingue, sta perdendo importanza e, per la prima volta dal 2018, non è più al primo posto.
Simon Michel, CEO di Ypsomed, concretizza i segnali d’avvertimento: «Come imprenditore, mi pongo naturalmente le domande: dove investiremo dopo? Dove potremo costruire un altro impianto per penne e autoiniettori? Le nostre analisi mostrano chiaramente che le località nell’UE, ma anche in Cina e negli Stati Uniti, hanno guadagnato attrattiva rispetto alla Svizzera.»
La sfida più grande? La pressione dei costi
Negli ultimi anni, le aziende svizzere del settore della tecnologia medica hanno dimostrato più volte di essere molto agili. Tuttavia, anche questa capacità di adattamento ha dei limiti: la perdurante pressione dei costi è ora la sfida più grande. I dazi doganali e gli ostacoli burocratici sono percepiti come particolarmente onerosi. Il settore chiede quindi alla politica di ridurre le barriere commerciali attraverso accordi internazionali e di alleggerire l’onere amministrativo a livello nazionale.
«Il medtech svizzero ha successo a livello internazionale, ma la sua competitività non è garantita. Se le pressioni esterne aumentano, lo Stato non deve imporre ulteriori oneri alle aziende sul territorio nazionale. Ora sono necessarie una riduzione mirata della burocrazia e agevolazioni tangibili – non nuovi ostacoli e costi. La riduzione della burocrazia è politica economica. Le nostre aziende vogliono continuare a investire e innovare. Per poterlo fare è necessario un sito capace di tenerne il passo», afferma Damian Müller.
La maggiore opportunità: intelligenza artificiale e digitalizzazione
Oltre alle sfide attuali, il settore offre anche grandi opportunità per il futuro. Secondo le aziende, il maggior potenziale risiede nell’intelligenza artificiale e nella digitalizzazione. La trasformazione dai dispositivi medici tradizionali a soluzioni integrate, vicine al paziente, è l’espressione di questo sviluppo. Il know-how necessario è però disponibile solo in misura limitata in Svizzera. Per questo motivo le aziende costruiscono sempre più team con le competenze appropriate all’estero.
«La Svizzera ha le migliori premesse per assumere un ruolo di primo piano nella prossima ondata di innovazione. Dobbiamo sfruttare questo potenziale in modo più coerente. Affinché il valore aggiunto rimanga in Svizzera, dobbiamo rafforzare in modo mirato le competenze digitali e migliorare ulteriormente le condizioni quadro per l’innovazione», afferma Adrian Hunn, Direttore di Swiss Medtech.
Swiss Medtech rappresenta in qualità di associazione di categoria del settore medtech svizzero oltre 800 soci. Con ben 72’000 occupati e un contributo di quasi il 10 percento al bilancio commerciale positivo della Svizzera, il medtech è un settore economicamente importante. Swiss Medtech si adopera per un settore in cui la tecnologia medica può fornire prestazioni di punta a beneficio di un’assistenza medica di prim’ordine.